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08/02/2010
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NOTIZIA
26/02/2010
Pari Opportunità
Proposte per la conferenza programmatica
Pari Opportunità

 

   
Proposte per la conferenza programmatica
LE RESPONSABILI NAZIONALI PARI OPPORTUNITA’:
Pienamente convinte che nel programma elettorale la politica familiare deve avere la giusta centralità perché rappresenta la priorità assoluta del nostro paese,
SOTTOLINEANO:
che all’interno della famiglia bisogna porre la dovuta attenzione al ruolo della donna, su cui gravano le problematiche più complesse. La divisione dei ruoli in famiglia è ancora rigida ed asimmetrica, pertanto nei confronti della donna bisogna avviare delle politiche che migliorino la sua condizione.
CONSIDERATO CHE:
  • la spesa sociale per la famiglia nel nostro paese è molto più bassa che negli altri paesi d’Europa;
  • aumenta la femminilizzazione della povertà;
  • le donne sono escluse dai luoghi della decisione;
  • aumentano le donne che posticipano l’uscita dalla famiglia di origine;
  • cresce l’età del matrimonio e si diversificano i percorsi di costituzione della famiglia;
  • le donne diventano madri più tardi e fanno meno figli;
  • le donne sperimentano, più che in passato, separazione e divorzio;
  • le donne avanzano nell’istruzione, nella cultura e nelle tecnologie ma hanno difficoltà nel lavoro;
  • il lavoro è un obiettivo irrinunciabile nell’identità femminile;
  • migliora l’occupazione femminile e la posizione professionale delle donne ma resta distante dagli obiettivi di Lisbona;
  • il part-time cresce ma l’offerta è inferiore alla media europea;
  • i figli sono ancora una barriera per l’accesso ed il mantenimento del lavoro;
  • cresce il numero delle donne anziane, cambiano le famiglie in cui vivono.
CHIEDONO:
di assicurare alle donne piena cittadinanza politica, economica e sociale.
PROPONGONO DI:
  • sviluppare delle politiche di genere per passare dalla parità formale alla realizzazione sostanziale e concreta delle pari opportunità;
  • contrastare la violenza, la povertà e il mercato degli esseri umani;
  • garantire la partecipazione delle donne alla vita pubblica ed ai luoghi della decisone;
  • promuovere l’inserimento delle donne nella vita sociale ed economica: il lavoro;
  • superare la segregazione occupazionale femminile;
  • sostenere fattivamente l’imprenditoria femminile;
  • realizzare strategie di conciliazione tra lavoro e famiglia;
  • incrementare le reti di servizi a sostegno delle donne che lavorano;
  • attuare un piano straordinario di asili nido, in particolare nel mezzogiorno;
  • integrare la famiglia nei processi educativi scolastici;
  • riqualificare, potenziare e diffondere i consultori familiari;
  • attivare strumenti ordinari e straordinari di prevenzione per la salute della donna;
  • favorire pari opportunità all’interno del mondo della disabilità;
  • trasmettere, attraverso una corretta comunicazione mediatica, il profilo reale della donna italiana.
Nicoletta BARBATO     Marisa FAGA’
 

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