Intervento di Vittorio Fagioli, coordinatore Rete nazionale "NO Elettrosmog"
Tre i motivi di intervento della Rete Nazionale a sostegno di questa vertenza:
1)L’immotivato abbandono del comune di Corato e di TERNA della soluzione dell’interramento pure caldeggiata per lunghi anni dai locali comitati di cittadini e da Legambiente Puglia, come unica vera soluzione al problema dell’ impatto sanitario ed ambientale dell’esistente elettrodotto a 150 kV;
2)La necessità di sostenere la Regione Puglia secondo l’iniziale Piano PIRP (Programma Integrato per la Riqualificazione delle Periferie) firmato ancora alla fine di gennaio 2010- con atto sottoscritto dal presidente Vendola - nel quale risultano preventivati, oltre altro, ben 2.500.000 euro per l’interramento dell‘esistente elettrodotto nell’area urbana cittadina;
3)La necessità di pervenire ad una "buona notizia" anche a Corato come a Barletta e Modugno in questo laboratorio politico che è la Puglia del presidente Vendola -a cui una parte consistente dell’ecologismo italiano guarda con interesse- in anni difficilissimi per l’avanzamento delle battaglie ambientali e salutistiche, come anche la recente vicenda della soppressione dell’ISPESL, vero pilastro della prevenzione in Italia, sta mostrando.
La realtà è che l’area individuata nel Protocollo Comune di Corato - TERNA non è zona agricola non antropizzata ma risulta area in cui sono insediate decine di abitazioni e luoghi di lavoro.
Infatti all’interno della Distanza di Prima Approssimazione- per una iniziale definizione delle distanze di rispetto previste dal recente Decreto Ministeriale DM 29/05/2008- che si estende per 20 metri a sinistra e a destra della linea elettrica aerea, non sussiste come dichiara TERNA solo 1 abitazione ( non si capisce comunque perché i suoi residenti dovrebbero essere inquinati oltre i limiti di legge !) ma almeno una dozzina di abitazioni- sulla base di uno studio commissionato dal Comitato- solo che si considerino le distanze dalle relative pertinenze, ritenute dalla legge e da numerosi pronunciamenti della magistratura come "ambienti abitativi".
E’ come dire che in alcune abitazioni il limite amministrativo di protezione sanitaria di 3 microtesla, previsto come obiettivo di qualità obbligatorio per le nuove costruzioni come nel caso in esame, sarebbe rispettato finché gli occupanti l’edificio vivono in casa, ma sarebbero non più protetti dal punto di vista sanitario appena si avventurano nel loro giardino o comunque nelle pertinenze della propria abitazione!
Dalle simulazioni effettuate nel dicembre 2009 sulla linea TERNA da parte della Università di Napoli Federico II –su commissione del locale Comitato- si evincono dati di inquinamento da campo magnetico in tali pertinenze che oscillano secondo i casi tra 10 e 20 microtesla.
Ma c’è di più: i limiti sanitari contenuti nel DPCM 08.07.2003 emesso dal Governo Berlusconi
sono un valore amministrativo di pura "mediazione" con le esigenze dei gestori della rete elettrica che poco ha a che fare con la realtà scientifica; basti ricordare che nel 2001 il Governo Prodi aveva predisposto un provvedimento contenente valore di attenzione ed obiettivo di qualità rispettivamente di 0,5 e di 0,2 microtesla (anziché 10 e 3 microtesla attuali !), e che nel 2002 lo IARC (Istituto Internazionale per la Ricerca sul Cancro) di Lione statuiva per gli elettrodotti un valore sanitario di 0,3 -0,4 microtesla: 10 volte di meno del più restrittivo valore del DPCM del Governo Berlusconi. E se si fa fede al valore dello IARC le abitazioni di Corato sottoposte ad un pericoloso inquinamento diventano circa quaranta!
La Regione Puglia, ed in particolare per competenza il nuovo assessore all’ambiente Dr. Lorenzo Nicastro,
presente a questa conferenza e che salutiamo, hanno istituzionalmente due possibili aree di intervento per ricondurre la vicenda all’ipotesi iniziale dell’interramento nel tratto urbano della nuova linea potenziata da TERNA, che tante aspettative aveva sollevato tra la popolazione coratina. L’una è la fase della VIA (Valutazione di impatto ambientale) tutt’ora in corso presso gli uffici regionali: un parere negativo della Regione Puglia sulla soluzione aerea , riaprirebbe di fatto l’ipotesi "interramento". L’altra è la sede della c.d. "autorizzazione unica" (ai sensi dell’art. 1-sexies del D. L. 29.08.2003, n.239, e s.m. e i.) da parte del Ministero dello Sviluppo Economico, di concerto con quello dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, previa intesa con la Regione Puglia: un parere regionale negativo bloccherebbe di fatto la realizzazione della soluzione "aerea" come ci è stato assicurato in data 19 .04. 2010 in sede di incontro presso lo stesso Ministero dello Sviluppo Economico.
Come Rete Nazionale "No Elettrosmog" continueremo a sostenere con forza questa battaglia
Grazie per l’attenzione,
Vittorio Fagioli